Politiche Comunitarie

Le politiche comunitarie dell’Unione Europea si sviluppano in numerosi e differenti settori tematici.

In ogni settore in cui l’Unione opera vengono gestiti programmi comunitari, organizzati eventi e adottate normative.

Visitando il sito dell’ Unione Europea è possibile ottenere informazioni esaustive relativamente ai diversi settori di azione, nonché ottenere notizie ed indicazioni sulle diverse politiche comunitarie.

Il servizio Europe Direct “Calabria&Europa ha raggruppato le diverse attività dell’ UE fornendo per ogni attività indicazioni relative ai link tramite cui accedere direttamente alle pagine del sito dell’ Unione riguardanti i vari settori delle politiche comunitarie.

La rete Europe Direct rimane comunque a disposizione tramite i propri servizi territoriali per fornire ulteriori informazioni e per guidare i cittadini nella consultazione dei siti istituzionali dell’ Unione Europea.

Per un contatto diretto con l’ Unione Europea è possibile contattare il numero verde: 00-800-67891011

Agricoltura, dall’Unione europea oltre 73 milioni di euro per sostenere gli agricoltori italiani.

Gli Stati membri hanno approvato la proposta della Commissione europea di mobilitare oltre 73 milioni di euro dalla riserva agricola a favore dell’Italia per contribuire a compensare gli agricoltori nelle zone colpite da focolai di influenza aviaria e peste suina africana. Tali fondi sosterranno gli agricoltori attivi nei settori del pollame e delle uova, nonché delle carni suine, che sono stati colpiti in via eccezionale dall’influenza aviaria e dalla peste suina africana. A seguito di richieste formali da parte dell’Italia, la Commissione ha deciso di sostenere gli agricoltori ammissibili, erogando un importo totale di 61 milioni di euro per gli allevatori di pollame e uova (per i focolai di influenza aviaria tra settembre 2022 e marzo 2025) e di 12,5 milioni di euro per gli allevatori di carni suine (per i focolai di peste suina africana tra novembre 2024 e aprile 2025). Il sostegno è finanziato tramite la riserva agricola. Le autorità nazionali devono garantire che gli agricoltori lo ricevano rapidamente e che gli aiuti siano distribuiti al più tardi entro il 31 maggio 2027. Il Commissario per l’Agricoltura e l’alimentazione, Christophe Hansen, si trova oggi in Italia per incontrare Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, delle foreste e della sovranità alimentare, e per pronunciare un discorso di apertura in seno all’assemblea generale dell’Associazione dei trasformatori di pollame e del commercio di pollame nell’UE (AVEC), dove parteciperà ad ulteriori discussioni sui modi per sostenere al meglio gli agricoltori europei in questo settore. La politica agricola comune per il periodo 2023-2027 comprende una riserva agricola di almeno 450 milioni di euro all’anno per far fronte alle perturbazioni del mercato o agli eventi eccezionali che incidono sulla produzione o sulla distribuzione. Data la crescente frequenza di eventi climatici avversi, la Commissione ha sottolineato l’importanza di rafforzare gli strumenti di gestione del rischio e di promuoverne un uso più ampio in tutta l’UE, unitamente a misure proattive per affrontare le cause profonde e migliorare la resilienza delle aziende agricole. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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Direttive UE:”L’Esecutivo comunitario interviene per garantirne il pieno e tempestivo recepimento”.

La Commissione europea ha deciso di avviare un’azione contro diversi Stati membri dell’UE che non hanno notificato alla Commissione UE stessa le misure adottate per recepire determinate direttive dell’UE nei rispettivi ordinamenti nazionali. Il termine per il recepimento di tali direttive è scaduto di recente. Gli Stati membri in questione non hanno recepito pienamente le direttive dell’Unione europea. L’Esecutivo comunitario li esorta ad agire immediatamente per allineare la loro legislazione ai requisiti dell’UE e procederà all’invio di una lettera di costituzione in mora agli Stati membri in questione, concedendo loro due mesi per rispondere e completare il recepimento delle direttive. In caso contrario, la Commissione può passare a una fase successiva ed emettere un parere motivato. Maggiori informazioni sono contenute nel nostro comunicato stampa. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: EC

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La Commissione europea lancia la Coalizione per l’alfabetizzazione:”Nuove azioni per rafforzare lettura e scrittura”.

La Commissione europea lancia la Coalizione europea per l’alfabetizzazione, una nuova iniziativa nell’ambito dell’Unione delle competenze e del piano d’azione sulle competenze di base, con l’obiettivo di migliorare le competenze di alfabetizzazione in tutta Europa. La Coalizione riunirà scuole, istituti di istruzione e formazione, biblioteche e organizzazioni culturali, associazioni di insegnanti, genitori e studenti, nonché autorità pubbliche. L’obiettivo è condividere competenze e rafforzare la cooperazione su temi quali la prima infanzia come base per lo sviluppo delle competenze di alfabetizzazione e la formazione dei professionisti dell’alfabetizzazione. La Coalizione integrerà il lavoro delle iniziative e delle reti già esistenti in questo settore, come EU Read ed ELINET. Il lancio della Coalizione avviene in un momento in cui le difficoltà legate all’alfabetizzazione persistono. Saper leggere e comprendere è alla base dell’apprendimento, della partecipazione alla vita sociale e della capacità di affrontare i cambiamenti in un’Europa in rapida trasformazione. Tuttavia, i risultati dell’indagine OCSE-PISA 2025 mostrano che il 31,3% dei quindicenni nell’UE incontra difficoltà nella comprensione di un testo di base. La Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, ha dichiarato:“I risultati dell’indagine PISA 2025 ci dicono chiaramente che dobbiamo intensificare i nostri sforzi per migliorare le competenze di lettura. Dobbiamo garantire che ogni giovane in Europa sviluppi le competenze di alfabetizzazione necessarie per imparare, partecipare pienamente alla società e costruire il proprio futuro. La lettura è la base di tutto. Riunendo le competenze e le esperienze disponibili in tutta Europa, la Coalizione europea per l’alfabetizzazione può rafforzare la cooperazione e sostenere interventi più efficaci in questo ambito.” Il memorandum di Varsavia, documento fondativo della Coalizione, definisce una visione comune dell’alfabetizzazione, individua i principali ostacoli lungo tutto l’arco della vita e delinea i primi passi per il lavoro a lungo termine della Coalizione. Ulteriori informazioni sulla Coalizione europea per l’alfabetizzazione sono disponibili sul sito dello Spazio europeo dell’istruzione. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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Intelligenza artificiale e tecnologie digitali nell’istruzione:”Due nuove relazioni della Commissione europea”.

Il 22 settembre 2026 la Commissione europea ha pubblicato due nuove relazioni che analizzano, da un lato, le implicazioni dell’intelligenza artificiale generativa (IA) per gli operatori e i professionisti dell’istruzione e, dall’altro, il modo in cui i sistemi educativi europei stanno rispondendo alla trasformazione digitale. Il rapporto “Amica o nemica? Evidenze sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa nell’apprendimento e nell’insegnamento” evidenzia come l’IA generativa si stia gradualmente, ma costantemente, trasformando da innovazione tecnologica a strumento di uso corrente nelle pratiche educative e di apprendimento nell’UE. I suoi effetti sui risultati di apprendimento dipendono in ultima analisi dalle modalità di utilizzo della tecnologia, mentre il suo impatto complessivo sulle competenze a lungo termine resta ancora incerto. Gli insegnanti hanno pertanto bisogno di una formazione professionale iniziale e continua significativa per sfruttare appieno i vantaggi offerti dall’IA generativa, accompagnata da orientamenti istituzionali per un uso responsabile della tecnologia. La seconda relazione, “L’istruzione digitale nelle scuole in Europa 2026: colmare i divari nell’accesso, nell’insegnamento e nell’apprendimento”, mostra che, sebbene la trasformazione digitale sia affrontata attraverso diversi strumenti nei sistemi educativi europei, gli approcci e le condizioni di attuazione variano. La maggior parte dei sistemi di istruzione affronta gli aspetti fondamentali delle infrastrutture digitali, ma permangono differenze nell’accesso a livello scolastico, nel supporto tecnico e negli ambienti digitali. La competenza digitale è inserita nei programmi di studio dell’istruzione secondaria inferiore in quasi tutti i sistemi analizzati, mentre le valutazioni nazionali o standardizzate restano poco diffuse. Quasi due terzi dei sistemi di istruzione hanno elaborato strategie, orientamenti o altri quadri politici relativi all’IA. I risultati contribuiranno ai lavori della Commissione sull’Unione delle competenze e forniranno elementi utili per il prossimo Pacchetto sull’istruzione, che affronterà i temi delle competenze di base, degli insegnanti e formatori e delle infrastrutture per l’istruzione digitale. Le relazioni tengono conto anche del recente rapporto dell’OCSE relativo al Programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA). A questo proposito la Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione alle crisi, Roxana Mînzatu, ha dichiarato:“Le tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale generativa, stanno cambiando rapidamente il modo in cui viviamo, lavoriamo e apprendiamo. Sebbene studenti e insegnanti possano trarre vantaggio da queste nuove possibilità, dobbiamo affrontare con attenzione i rischi legati ai pregiudizi, alla privacy e all’eccessiva dipendenza dalla tecnologia. La tecnologia digitale deve essere al servizio dei cittadini e dobbiamo garantire che questi strumenti contribuiscano realmente all’apprendimento.” Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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UE, nasce il Patto per gli investimenti nelle imprese tech:”Commissione e BEI mobilitano gli investitori istituzionali europei”.

Il 22 settembre 2026 la Commissione europea e il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno lanciato il Patto degli investitori istituzionali europei (European Institutional Investors Pact – EIIP) in occasione del TechEU Equity Summit. Il Patto è un nuovo quadro volontario volto a convogliare una maggiore quantità di capitale istituzionale a lungo termine verso l’ecosistema tecnologico e delle imprese europee in fase di espansione (scale-up). 13 investitori istituzionali hanno già espresso l’intenzione di destinare investimenti all’ecosistema europeo dell’innovazione e delle scale-up, anche attraverso l’iniziativa European Tech Champions (ETCI) 2.0, da 15 miliardi di euro, e lo Scaleup Europe Fund, da 5 miliardi di euro. L’EIIP è stato sviluppato congiuntamente dalla Commissione e dal Gruppo BEI nell’ambito della strategia dell’UE per le start-up e le scale-upv. L’obiettivo è facilitare gli investimenti degli investitori istituzionali nei fondi europei di venture capital e di growth equity, aiutando le imprese europee ad alta crescita ad accedere ai capitali necessari per espandersi e competere a livello mondiale, mantenendo al contempo le proprie radici in Europa. L’EIIP rientra nel più ampio impegno dell’UE volto a mobilitare una maggiore quantità di capitale istituzionale, proveniente da investitori quali banche, fondi pensione e compagnie di assicurazione, a favore della tecnologia e dell’innovazione europee. L’iniziativa mira così ad affrontare una delle principali sfide in materia di finanziamento individuate nell’ambito dell’agenda europea per la competitività. Maggiori informazioni nel comunicato stampa congiunto online. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: EIT

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UE-Filippine:”Raggiunto un accordo sostanziale sull’intesa commerciale”.

Il 22 settembre 2026 l’Unione europea e le Filippine hanno raggiunto un accordo sostanziale nei negoziati per un accordo di libero scambio (ALS), destinato a rafforzare i legami economici tra l’UE e un altro partner strategico e in rapida crescita nel Sud-est asiatico. Maroš Šefčovič, Commissario per il Commercio e la sicurezza Economica, e Maria Cristina Aldeguer-Roque, Segretaria al Commercio e all’Industria delle Filippine, hanno annunciato la conclusione sostanziale a seguito della loro videochiamata, avviando l’accordo verso la sua conclusione definitiva nei prossimi mesi. Questo accordo sbloccherà flussi commerciali e di investimento più forti, migliorando le condizioni per esportatori, fornitori di servizi e investitori da entrambe le parti – rafforzando l’impegno strategico dell’UE con un partner che condivide gli stessi valori nella regione indo-pacifica. In un momento in cui entrambe le parti stanno lavorando per diversificare le proprie relazioni economiche, l’accordo aiuterà anche a costruire partenariati affidabili, regole commerciali stabili e prevedibili e catene di approvvigionamento resilienti. Maggiori informazioni sono disponibili online ai seguenti link: * Comunicato stampa * Dichiarazione stampa congiunta del Commissario Šefčovič e della Segretaria Roque * Resoconto della chiamata tra la Presidentessa von der Leyen e il Presidente Marcos delle Filippine Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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Pesca e acquacoltura:”La Commissione europea punta a semplificare l’accesso ai finanziamenti”.

Il 21 settembre 2026 la Commissione europea ha proposto una modifica mirata del regolamento relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA), con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai finanziamenti per i pescatori e i produttori del settore dell’acquacoltura in tutta l’UE. Le modifiche proposte mirano a ridurre gli oneri burocratici, sostenere la transizione energetica del settore e rafforzare la resilienza delle comunità costiere. La proposta renderebbe più semplice modernizzare i pescherecci, introducendo norme più flessibili per la sostituzione e l’ammodernamento dei motori, insieme a una procedura di approvazione più semplice e a un metodo più chiaro per calcolare la riduzione delle emissioni. L’Esecutivo comunitario propone inoltre di sostenere il ricambio generazionale, aumentando gli aiuti destinati ai giovani pescatori e riducendo gli ostacoli al trasferimento delle imprese. La modifica mirata introdurrebbe inoltre due nuovi regimi di finanziamento: uno per aiutare i pescatori a far fronte a riduzioni impreviste dei contingenti e un altro a sostegno della pesca su piccola scala, in particolare per i pescherecci di lunghezza inferiore a 12 metri e per gli operatori che utilizzano attrezzi non trainati. La modifica aumenterebbe inoltre la quota massima dei finanziamenti assegnati a ciascuno Stato membro che può essere destinata a misure relative alla flotta e alla cessazione permanente dell’attività di pesca. Ciò offrirebbe alle autorità nazionali maggiore flessibilità per affrontare gli squilibri nella capacità della flotta. Al tempo stesso, la proposta della Commissione UE mira a rafforzare la tutela dell’ambiente, incentivando il sostegno alle aree marine protette, alle zone soggette a restrizioni della pesca e alle tecnologie per la sicurezza in mare, in linea con l’obiettivo dell’UE di conseguire la neutralità climatica entro il 2050. La proposta garantisce inoltre il pieno allineamento con l’Accordo dell’OMC sulle sovvenzioni alla pesca. Gli operatori o i pescherecci coinvolti nella pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, o in attività di pesca d’altura al di fuori della competenza delle organizzazioni regionali di gestione della pesca, non potranno beneficiare del sostegno del FEAMPA. A questo proposito il Commissario per la Pesca e gli oceani Costas Kadis ha dichiarato:“La proposta odierna pone l’UE all’avanguardia nelle politiche per una pesca responsabile. Semplificando le norme del FEAMPA e integrando le nuove disposizioni dell’OMC sulle sovvenzioni dannose, proteggiamo le nostre risorse marine, sosteniamo la transizione verde e, soprattutto, offriamo ai giovani pescatori e a quelli della piccola pesca un accesso più agevole al settore. Queste modifiche ridurranno gli oneri burocratici non necessari, garantiranno che i fondi pubblici promuovano tecnologie a impatto climatico zero e tuteleranno i mezzi di sussistenza delle comunità costiere.” La modifica fa seguito alla valutazione intermedia del FEAMPA, ai contributi degli Stati membri e alle consultazioni con i portatori di interesse. Sarà ora esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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Centri dati più efficienti e sostenibili:”La Commissione europea accelera sulla transizione verde del digitale”.

Il 21 settembre 2026 la Commissione europea ha proposto un sistema comune di classificazione dei centri dati, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza sul loro consumo energetico e favorirne l’integrazione sostenibile nel sistema energetico europeo. I centri dati sono essenziali per il futuro digitale dell’Europa. L’aumento della capacità di calcolo in Europa è importante per rafforzare l’indipendenza tecnologica e la sovranità digitale dell’Europa. Per questo motivo, l’UE intende triplicare la capacità dei centri dati nei prossimi cinque-sette anni. Questa crescita comporta tuttavia alcune sfide che devono essere affrontate. Oltre a determinare un maggiore consumo di energia, l’aumento del numero dei centri dati potrebbe esercitare una pressione aggiuntiva sulle reti elettriche e sull’utilizzo di risorse naturali, come l’acqua, e contribuire all’aumento delle emissioni di carbonio. Per limitare tali impatti, è essenziale che i centri dati siano altamente efficienti sotto il profilo del consumo di energia e acqua e siano integrati in modo sostenibile nel sistema energetico. Con il sistema comune di classificazione proposto oggi, la Commissione contribuirà a garantire la disponibilità di informazioni trasparenti sull’effettivo utilizzo delle risorse, in particolare energia e acqua, da parte dei centri dati. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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Ucraina:”Dalla Commissione europea 3,3 miliardi di euro per finanziare gli appalti nel settore della difesa”.

Il 18 settembre 2026 la Commissione europea ha erogato 3,3 miliardi di euro all’Ucraina per l’acquisto di materiale per la difesa, nell’ambito del euro. Il pagamento riguarda droni e missili e contribuirà a consentire all’Ucraina di difendere il proprio territorio e il proprio spazio aereo dall’aggressione russa in corso. La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato:”Oggi erogheremo 3,3 miliardi di euro per contribuire all’acquisto di droni e missili nell’ambito del prestito di sostegno all’Ucraina. L’Europa continuerà a fornire all’Ucraina il sostegno di cui ha bisogno per difendere la propria popolazione e il proprio territorio.” Si tratta della quarta erogazione all’Ucraina nell’ambito della componente del prestito di sostegno all’Ucraina destinata alla difesa. Con questa erogazione, nel 2026 la Commissione avrà versato all’Ucraina quasi 15 miliardi di euro, destinati sia alla difesa sia al sostegno più ampio. Il prestito di sostegno all’Ucraina prevede 30 miliardi di euro di assistenza di bilancio e 60 miliardi di euro per la difesa nel periodo 2026-2027. La capacità militare dell’Ucraina dipende dalla disponibilità rapida di prodotti essenziali, nelle quantità necessarie e in tempi molto brevi. È pertanto fondamentale accelerare le consegne dell’UE attraverso lo svuotamento delle scorte, la riprogrammazione delle commesse e l’aumento della produzione. Come annunciato dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione e nella telefonata del 17 settembre 2026 con il presidente Zelenskyy, la Commissione è pronta a utilizzare i fondi ancora disponibili nell’ambito dello strumento di azione per la sicurezza dell’Europa (“strumento SAFE”) per avviare un nuovo programma congiunto UE-Ucraina. L’iniziativa consentirebbe di sviluppare un sistema europeo di difesa aerea e missilistica, basandosi sull’attuale sistema antibalistico Freya. Il programma combinerebbe l’esperienza dell’Ucraina sul campo di battaglia con la forza industriale e tecnologica dell’Europa. Ulteriori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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EU KIDS Act:”Una legge europea per proteggere i minori e limitare l’accesso ai social media”.

Il 17 settembre 2026 la Commissione europea ha adottato l’atto legislativo sui minori (EU KIDS Act) per rafforzare la sicurezza online dei minori in tutta l’Unione. La proposta vieta alle piattaforme di social media di consentire l’accesso ai minori di 13 anni e stabilisce a livello dell’UE un’età minima di 15 anni per consentire ai minori di aprire autonomamente un proprio account, introducendo così un approccio graduale. Il KIDS Act inverte inoltre l’onere della prova: d’ora in poi, saranno i fornitori dei servizi a dover dimostrare che i loro servizi sono adeguati all’età degli utenti e sicuri fin dalla progettazione. A questo proposito la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato:“Oggi i nostri figli utilizzano le tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologie che non sono mai state concepite tenendo conto del loro benessere. Con la nostra legge europea sui minori invertiamo l’onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare che i loro servizi sono sicuri fin dalla progettazione. E rimettiamo i genitori al posto di guida, fornendo loro gli strumenti per aiutare i propri figli a muoversi in un mondo online più sicuro.” Per ulteriori informazioni, si veda il comunicato stampa. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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