Nomine europee…Juncker studia la squadra e sfida gli Stati.

La situazione nomine europee sta diventando uno scontro a due,da una parte il Consiglio,ovvero gli Stati,alcuni reticenti a scoprire le proprie carte prima di avere il via libera agli incarichi di peso che reclamano,dall'altra la Commissione,quindi il neoeletto Presidente Jean Claude Juncker, che sfida le cancellerie e annuncia che non svelerà la sua squadra fino al 30 Agosto,poichè prima vuole vedere i sostituti di Ashton e Van Rompuy.

Qualcuno però prova un altro sistema,cercando di guadagnare vantaggio sugli altri,ovvero la Francia,che ieri ha designato il suo Commissario, Pierre Moscovici, chiedendo per lui un ruolo economico che Juncker sarà costretto ad esplorare nonostante le resistenze dei Paesi del Nord. Il lussemburghese aveva chiesto agli Stati di indicare entro il 31 Luglio i loro Commissari e il suo appello è stato raccolto da tutti,ad eccezione che da sei Stati:”Italia, Belgio, Olanda, Portogallo, Slovenia e Romania”.

Il premier Matteo Renzi ha fatto capire che non designerà alcun candidato perché la partita sulla Mogherini al posto di Alto Rappresentante della Politica Estera,che è anche Vicepresidente della Commissione,è sempre aperta. Situazione  complicata,però,sia dai continui commenti sulla sua presunta inesperienza,che dalle opinioni di chi la vede troppo vicina alla Russia.

Lo stesso Juncker,in un intervista ha rilevato come l'Italia sconti l'amicizia di Berlusconi e Putin e anche se oggi le cose sono cambiate bisogna tenere in considerazione il trauma dei Paesi dell'Est dopo la crisi in Ucraina. Anche l'Olanda non ha indicato nessuno,forse per ragioni simili all'Italia.

Il premier Rutte è sempre in pista per il posto di Presidente del Consiglio europeo,anzi,se dipendesse dalla Merkel lo sarebbe già,ha scritto il Volkskrant.

Inoltre è sempre in piedi anche l'ipotesi che il Ministro dell'Economia Jeroen Dijsselbloem,attuale Presidente dell'Eurogruppo,benvoluto dalla Merkel,vada a fare il nuovo Olli Rehn in Commissione.Nonostante Moscovici voglia quel posto,quasi nessuno,più a Nord di Parigi vuole seriamente consegnare la responsabilità della vigilanza sui conti pubblici ad un Paese che si appresta a chiedere il terzo rinvio sul taglio del deficit.Un ipotesi sarebbe quindi scorporare il portafoglio economico,concedendo a Moscovici la competenza su crescita e sviluppo e ad un altro quella sull'applicazione della disciplina di bilancio. Sussiste comunque il problema dell'equilibrio di genere.Juncker per ora ha in mente solo due donne:”La ceca Vera Jourova e la bulgara Kristalina Georgieva”.

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