Il nostro è uno dei Paesi più virtuosi d'Europa quanto a recepimento delle Raccomandazioni Specifiche per Paese (Csr),ma vi sono ombre su alcune politiche chiave.

Il nostro è uno dei Paesi più virtuosi d'Europa quanto a recepimento delle Raccomandazioni Specifiche per Paese (Csr),ma vi sono ombre su alcune politiche chiave. Questo è quanto dimostra uno studio del Parlamento europeo,che valutando le Csr 2011 e 2012 della Commissione,rileva come l'Italia sia sesta nell’Unione europea per piena implementazione,ed anche il Paese che quantitativamente ignora di meno le richieste di Bruxelles ma,ad esempio, non ha fatto nulla contro il sommerso,per ridurre l'esenzione fiscale e semplificare il fisco. Lo studio,firmato da un economista della Direzione Generale per le Politiche Interne dell'Unione del Parlamento europeo e preparato a supporto dei parlamentari della Commissione Econ,riassume la valutazione della messa in atto delle Crs con un sistema a semaforo.

Le categorie sono tre:”Verde per la piena implementazione,giallo per il serio lavoro in corso e rosso per il non implementato”.Lo stesso,di complessive 123 pagine di cui 6 dedicate all'Italia,si fonda sulle valutazioni pubblicate dai governi nazionali,dall'Ocse, dal Fmi, della Commissione europea,tenendo in considerazione anche dei dati di Eurostat. Dalla tabella riassuntiva complessiva emerge che il tasso di messa in atto delle Crs 2011 e 2012 è stato basso:”18% di verde, 39% di giallo e 43% di rosso”,con il nostro Paese ben sopra la media:”23% di verde,30% per le Crs 2011 e 19% per il 2012,60% di giallo,60% e 59% e appena il 17% di rosso,10% e 22%. Visionando ciò che ci riguarda ci si rende conto che il consolidamento di bilancio nel 2001 e 2012 per assicurare la correzione del deficit eccessivo e così via,ha portato il l'alto tasso di debito pubblico su un cammino di riduzione.

A fronte di una quarantina di voti verdi,o gialli,lo studio inoltre rileva sette punti in cui l'Italia non ha fatto nulla:”Dal migliorare l'accesso agli strumenti per il finanziamento delle Pmi e dell'innovazione,al prendere misure per ridurre l'abbandono scolastico anticipato e il tasso di abbandono universitario,dal non concedere incentivi finanziari per la seconda fonte di reddito famigliare,a migliorare le condizioni per il venture capital e promuovere meccanismi alternativi per la risoluzione delle dispute".Vengono poi marcate,tutte in rosso,le raccomandazioni del 2012 per procedere contro il sommerso e il lavoro in nero,ad esempio,aumentando verifiche e controlli,prendere misure per ridurre l'esenzione fiscale e la gamma dei tassi ridotti dell'Iva e per la semplificazione del codice tributario.

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