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Istruzione e formazione:”Per un quarto dei cittadini europei non preparano al mondo del lavoro”.

I risultati dell’indagine sono confermati da quelli della consultazione online condotta separatamente dalla Commissione “Verso uno spazio europeo delle abilità e delle qualifiche” rivolta al mondo dell’istruzione e della formazione. Istruzione e formazione:”Per un quarto dei cittadini UE non preparano al mondo del lavoro”. Una nuova indagine Eurobarometro sullo “spazio europeo delle abilità e delle qualifiche” indica che circa un quarto (23%) dei cittadini dell’UE ritiene che l’istruzione o la formazione ricevute non li abbia dotati delle abilità necessarie per trovare un lavoro in linea con le loro qualifiche. Mentre oltre la metà dei rispondenti (56%) pensa che le proprie qualifiche sarebbero riconosciute in altri Stati membri, il 6% ha tentato di lavorare o studiare in un altro Stato membro senza riuscirvi a causa del mancato riconoscimento delle qualifiche da parte del potenziale datore di lavoro o dell’istituzione d’istruzione oppure perché non disponeva di informazioni sul riconoscimento delle proprie qualifiche all’estero. La consultazione collazionava i diversi punti di vista sugli ostacoli che le persone incontrano per far riconoscere in Europa le loro abilità e qualifiche ed ha riscontrato che si registra un forte consenso a favore di interventi volti a semplificare gli strumenti europei di riconoscimento delle abilità e delle qualifiche, a renderli più coerenti e più agevoli d’uso e ad assicurare una maggiore attenzione ai bisogni degli allievi, degli studenti, dei lavoratori e dei datori di lavoro. I rispondenti hanno inoltre chiesto che nell’ambito dell’istruzione e della formazione si desse maggiore rilievo a ciò che si apprende realmente piuttosto che al numero di ore di istruzione. Il nostro obiettivo è semplice:”Ognuno in Europa dovrebbe essere in grado di far comprendere e riconoscere le proprie abilità e qualifiche sia all’interno del proprio Paese che al di là dei confini nazionali, da parte dei datori di lavoro e delle istituzioni d’istruzione”. Le abilità e qualifiche devono essere riconosciute in modo equo, comparabile e trasparente in modo da migliorare l’occupabilità delle persone o aprire loro percorsi di apprendimento ulteriore ha affermato Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù. Nel corso degli anni sono state avviate diverse iniziative europee per promuovere il riconoscimento delle abilità e delle qualifiche, come ad esempio il Quadro europeo delle qualifiche, i sistemi per il rilascio e l’accumulo di crediti in relazione ai corsi seguiti, la garanzia di qualità e la documentazione delle abilità e competenze. Ma rimangono ancora importanti strozzature: l’attuazione di queste iniziative è risultata lenta, vi sono ancora troppi ostacoli alla mobilità educazionale e lavorativa e le attuali iniziative non sono ben adattate agli sviluppi dell’apprendimento digitale e all’internazionalizzazione (la mobilità degli studenti tra i paesi dell’UE e i paesi terzi, diplomi comuni rilasciati da università di diversi paesi). Contesto L’indagine Eurobarometro è stata condotta in tutti e 28 gli Stati membri tra il 26 Aprile e l’11 Maggio; sono state consultate con la tecnica dell’intervista diretta 28 000 persone di diversa estrazione sociale e demografica. La consultazione online della Commissione, attivata dal 17 Dicembre 2013 al 15 Aprile 2014, ha ricevuto il feedback di esperti dell’istruzione e della formazione di 36 paesi (tutti gli Stati membri più Norvegia, Svizzera, Turchia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro e Australia). Fonte:Commissione europea – Rappresentanza in Italia.

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Going Local Italia – L’Agenda digitale per l’Europa.

IV edizione della giornata organizzata dalla Commissione europea per promuovere la diffusione dell’”Agenda Digitale per l’Europa”. L’evento si svolgerà il prossimo 18 Giugno a Roma a Spazio Europa. Le iscrizioni sono chiuse, a causa del raggiungimento della capienza massima della sala.   La Commissione Europea organizza la quarta edizione dell’evento Going Local Italia con lo scopo di promuovere la diffusione della “Agenda Digitale per Europa”. L’evento, presieduto da Roberto Viola – Vice direttore generale della Direzione Generale  Communications Networks Content and Technology (DG Connect) della Commissione Europea – si terrà il 18 Giugno a Roma. L’evento è convocato per dare spazio a delle riflessioni e dei dibattiti sugli obiettivi dell’agenda, sviluppando insieme delle prospettive e delle visioni sul nostro futuro digitale. L’Agenda Digitale è uno dei sette pilastri dell’iniziativa Europa 2020, la quale è un piano di lungo periodo, per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nell’Unione europea, da raggiungere entro il 2020. L’idea che sta dietro all’agenda è di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) per favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso. Gli obiettivi dell’agenda si articolano in 7 aree d’azione tra cui per dare un esempio la realizzazione di un vero e proprio mercato unico europeo nel settore digitale, una maggior sicurezza e affidabilità delle reti e la ricerca e innovazione nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Tutti gli obiettivi comunque hanno in comune un’idea principale:”Si vuole cambiare la vita dei cittadini europei in meglio, prendendo il settore digitale per dare nuovo slancio alla nostra economia in crisi e quindi, bisogna a cogliere le opportunità che questo settore in crescita offra”. L’evento proposto dalla Commissione europea si focalizzerà maggiormente sul progresso dell’Italia verso gli obiettivi europei e sul contributo delle regioni, sia per quanto riguarda la banda larga che i servizi digitali, nello sviluppo dell’Agenda Digitale. Infine, sarà importante capire come l’Italia può migliorare in termini di competenze digitali che purtroppo, oggi, sono sotto la media europea, per incrementare l’uso dei nuovi servizi e creare nuove occupazioni nel mondo della tecnologia. Fonte:Commissione europea – Rappresentanza in Italia.  

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CITTADINANZE PLURIME: “Civica,Multiculturale,Sovranazionale”.

Roma, 19 Giugno 2014 ore 10,30-13,00 Tavola Rotonda organizzata da Prodocs e patrocinata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea Presso Sala della Mercede, Camera dei Deputati, Via della Mercede 55   La cittadinanza, da sempre espressione della pienezza dell’esercizio dei diritti umani, diventa oggi la cartina di tornasole per qualificare e misurare il progetto di società che si vuole costruire. Non può rimanere un discrimine che produce disuguaglianza creando una forte disparità di trattamento tra cittadini che, nello stesso territorio di residenza, possono avere diverse appartenenze nazionali. In ogni società nazionale trasformata dalle migrazioni in senso plurietnico, urge un paradigma innovativo di cittadinanza fondato sulla garanzia dei diritti umani con carattere di inclusione anche per coloro che non sono cittadini di quello Stato in senso formale. Cioè, serve un modello di cittadinanza articolato su molteplici e diversi livelli di appartenenza, rispettoso dei principi della democrazia e dello Stato di diritto, dei valori di dignità umana, libertà e solidarietà.   PRO.DO.C.S. – Associazione Progetto Domani, Cultura e Solidarietà, ONG socio Focsiv, organizzatrice della Tavola Rotonda, approfondisce da più di 30 anni il tema della cittadinanza che alla luce degli attuali cambiamenti nei flussi migratori dovrebbe essere affrontato da un punto di vista ‘plurale’ declinato, per la sua attribuzione, nelle sue diverse accezioni:”Civica, Multiculturale, Sovranazionale”.   Relatori d’eccellenza arricchiranno il dibattito sul tema della cittadinanza, introdotto dall’on. Edoardo Patriarca, componente della Commissione Affari Sociali della Camera e presidente del Centro Nazionale per il Volontariato CNV. Interverrano infatti l’on. Cécile Kyenge, eurodeputata, la prof.ssa Anna Maria Donnarumma, rappresentante legale PRO.DO.C.S., il prof. Fabio Baggio, preside di Scalabrini International Migration Institute, presso Università Urbaniana Roma, il prof. Pier Virgilio Dastoli, presidente del Consiglio italiano del Movimento Europeo CiME. Nutriti gli interventi programmati:”Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Simona Moscarelli, consigliere legale Ufficio di Roma dello IOM, StefaniaDall’Oglio, segretario generale del CIDU del Ministero degli Affari Esteri, un delegato dell’UNAR, Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV, Silvia Stilli, portavoce AOI, Francesco Petrelli, portavoce Concord Italia, René Manenti, direttore CSER, Barbara Terenzi, coordinatrice CDU”. Modererà il dibattito Nino Santomartino, consigliere Focsiv e componente dell’esecutivo AOI. Fonte:Commissione europea – Rappresentanza in Italia.

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Sicurezza alimentare:”La Commissione da 35 anni difende la salute umana e degli animali”.

Per garantire che gli alimenti rispettino norme di sicurezza alimentare tra le più rigorose al mondo, l’Europa dipende oggi più che mai dal suo sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi (RASFF).     Tale sistema, oltre a svolgere il compito principale di garantire la sicurezza degli alimenti fin dalla sua creazione, 35 anni fa, è uno strumento fondamentale per rintracciare e ritirare i prodotti in cui è stata scoperta una frode, come dimostrato dalla relazione annuale RASFF 2013. Tonio Borg, Commissario responsabile per la Salute, ha dichiarato: “Lo strumento RASFF è essenziale per far fronte ai rischi nell’ambito della sicurezza alimentare in Europa, poiché consente un rapido scambio delle informazioni per tutelare i consumatori europei. Lo scandalo delle carni equine ha consentito di osservare il sistema RASFF in azione e i prodotti alimentari adulterati con carni equine sono stati rintracciati fino alla fonte e ritirati dal mercato”. In conclusione: “Oggi siamo più vicini ai consumatori europei grazie ad un innovativo strumento online — il nuovo portale RASFF dei consumatori, che fornisce loro l’accesso a informazioni sugli avvisi di richiamo e sulle segnalazioni pubbliche delle autorità sanitarie e degli operatori del settore in un determinato paese dell’UE.” Risultati complessivi L’odierna relazione annuale copre il periodo di riferimento 2013, durante il quale sono state trasmesse attraverso il sistema RASFF 3 205 notifiche originali, delle quali 596 sono state classificate come allarme, 442 come informazioni per follow-up, 705 come informazioni per attenzione e 1 462 come notifiche di respingimento alla frontiera. Tali notifiche originali hanno dato luogo a 5 158 notifiche di follow up, che rappresentano in media circa 1,6 follow-up per ogni notifica originale. Le notifiche di follow-up possono dare origine ad una serie di azioni quali ad esempio il richiamo, il ritiro, il sequestro e la distruzione di prodotti alimentari. Il numero complessivo di notifiche trasmesse attraverso il sistema RASFF nel 2013 è diminuito del 9 % rispetto al 2012. Alcune delle questioni di maggior rilievo sono state i focolai di tossinfezione alimentare dovuti alla presenza di virus dell’epatite A in miscele di bacche e fragole, le reazioni avverse provocate da integratori alimentari con ingredienti potenzialmente pericolosi, la presenza di E. Coli che produce tossine Shiga (STEC) nelle carni e i residui di pesticidi sui prodotti vegetali. Prossime tappe Secondo le indicazioni vi è una crescente necessità di scambiare informazioni su casi transfrontalieri di frodi alimentari, sempre più complessi. La Commissione sta mettendo a punto un sistema informatico per le frodi alimentari, analogo al RASFF, che sosterrà il lavoro della neoistituita rete UE sulle frodi alimentari. Il suddetto sistema informatico costituirà una piattaforma per la cooperazione amministrativa transfrontaliera tra le autorità nazionali, per un rapido scambio di informazioni sulle attività ingannevoli e fraudolente nel settore alimentare da perseguire al di là delle frontiere. Contesto La rete RASFF permette agli Stati membri e alla Commissione di scambiarsi informazioni rapidamente quando si rilevano rischi per la salute pubblica nella catena alimentare umana e animale. Presso tutti i membri del RASFF (UE-28, Commissione, EFSA, ESA, Norvegia, Liechtenstein, Islanda e Svizzera) il servizio è attivo 24 ore su 24, per garantire che le notifiche urgenti siano inviate, ricevute e ottengano risposta in modo collettivo ed efficace. Grazie al RASFF molti rischi in materia di sicurezza alimentare sono stati sventati prima di poter danneggiare i consumatori. Fonte:Commissione europea – Rappresentanza in Italia.

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Un piano europeo straordinario per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione – Incontro con Enrico Letta.

Martedì 17 Giugno alle 17, la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, organizza un incontro con Enrico Letta a Roma presso lo Spazio Europa di via IV Novembre. Primo appuntamento dei “Forum della Rappresentanza in Italia della Commissione europea”. Segui l’evento su twitter #ForumUE   Sviluppo sostenibile e occupazione, sono i temi principali dell’incontro pubblico che la Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha organizzato martedì 17 giugno, con l’onorevole Enrico Letta.   Durante l’incontro, moderato dal giornalista Angelo Polimeno, saranno affrontati alcuni importanti temi al centro della futura legislatura dell’UE: Un programma straordinario di investimenti pubblici UE: quali i “beni pubblici europei” su cui investire? Una gerarchia di priorità tra settori:”Transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio? Ricerca? Reti transeuropee? Educazione?”; Un piano per aggredire la disoccupazionegiovanile nell’UE:”Un fondo europeo straordinario di solidarietà? Quali risorse per alimentarlo?”; Quali priorità per la prossima legislatura dell’Unione europea (2014-2019)? Il dibattito con Enrico Letta è il primo appuntamento de “I Forum della Rappresentanza in Italia della Commissione europea”, un ciclo di incontri che vedrà la partecipazione di alte personalità italiane ed europee per discutere sulle priorità della legislatura UE 2014-2019. Per partecipare all’incontro è necessario registrarsi attraverso questo Modulo per l’iscrizione Segui l’evento su twitter #ForumUE Fonte:Commissione europea – Rappresentanza in Italia.

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#UEverofalso – Allarme immigrazione: l’Unione europea lascia l’Italia da sola. Sarà vero?.

Se con Unione europea ci si riferisce alla Commissione europea è certamente falso. La Commissione, infatti, ha offerto tutto il supporto finanziario e logistico previsto dalle competenze che gli Stati membri le hanno voluto conferire. Se invece la critica è rivolta a questi ultimi, possiamo affermare che si può certamente fare di più in termini di solidarietà.   Ma, in pratica, cosa ha fatto finora l’UE per l’Italia? Le azioni a sostegno dell’Italia nell’ambito della politica di migrazione e asilo sono state numerose. Volendo considerare solo gli ultimi sei mesi – a decorrere cioè dal tragico incidente di Lampedusa del 3 ottobre 2013 costato la vita a 366 persone – la Commissione ha stanziato 30 milioni di euro destinati alle autorità italiane. Questi fondi mirano da un lato a incrementare la capacità ricettiva delle strutture di accoglienza e di assistenza sanitaria, e dall’altro a supportare le operazioni di sorveglianza e soccorso in mare (Mare Nostrum). Tuttavia la Commissione non si limita a reagire alle emergenze. Infatti nel periodo 2007-2013 l’Italia ha ricevuto dall’UE 478 milioni di euro, una grossa fetta del totale dei fondi destinati all’immigrazione e all’asilo. A questi si aggiungono i fondi europei stanziati per il periodo 2014-2020: oltre 310 milioni di euro dal Fondo asilo, migrazione e integrazione (l’Italia sarà il secondo beneficiario) e più di 212 milioni di euro del Fondo per la sicurezza interna. All’impegno economico si aggiunge anche quello logistico: dalla fine dell’anno scorso ad oggi, FRONTEX (l’Agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne) è stata gradualmente rafforzata e le regole sono state rese più efficaci (proprio il 13 maggio 2014 il Consiglio UE ha approvato nuove regole per le operazioni di sorveglianza costiera coordinate dall’agenzia). Inoltre, da dicembre 2013 è operativo EUROSUR (il Sistema europeo di sorveglianza delle frontiere), che rende più efficace lo scambio di informazioni e la cooperazione – sia all’interno degli Stati membri che tra di essi – e contribuisce a salvare vite umane in mare. Politica sull’immigrazione:”Si può fare di più“. Negli ultimi anni è stato fatto tanto per gestire al meglio i flussi migratori, ma c’è ancora molto da fare per evitare che si verifichino ancora tragedie che costano la vita a tanti innocenti. Purtroppo, i tentativi di riforma proposti dalla Commissione hanno trovato più volte resistenze all’interno dei governi nazionali, che di fatto ne hanno bloccato l’iter di approvazione. Nonostante ciò, gli Stati membri hanno accettato il meccanismo di reinsediamento dei richiedenti asilo, uno strumento ideato dalla Commissione che permette il trasferimento dei rifugiati dai campi profughi verso uno degli Stai membri. La Commissione si è dichiarata pronta a sovvenzionare gli Stati con un importo di 6 mila euro per rifugiato accolto. Ma attualmente solo una minoranza di Stati membri ha usato questo strumento di solidarietà:”Nel 2012 per esempio, 4.500 persone sono state reinsediate nell’UE da 11 Stati membri”.Vi sono quindi 17 paesi che possono fare di più. Questi sforzi richiedono ingenti contributi economici, che i governi non sembrano disposti a offrire. Un esempio pratico? Negli ultimi 7 anni gli Stati membri hanno garantito a FRONTEX una copertura finanziaria pari a circa 80 milioni di Euro, una cifra insufficiente se pensiamo ai compiti che l’Agenzia svolge e a quelli, ben più ampi, che tanti le richiedono. L’auspicio della Commissione UE è che le norme europee vigenti vengano applicate e consolidate con la prospettiva di arrivare ad un’armonizzazione normativa, grazie alla quale la politica sull’immigrazione sarebbe davvero condivisa. Un obiettivo impossibile da raggiungere senza un impegno concreto e solidale da parte di tutti gli Stati membri. Fonte:Commissione europea – Rappresentanza in Italia.  

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Per un rinascimento industriale europeo.

Venerdì 20 Giugno a Roma  il Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l’Industria e l’Impresa, Antonio Tajani interverrà all’evento “Per un rinascimento industriale europeo”. Il convegno, organizzato dalla Commissione europea, ha lo scopo di riflettere sugli ultimi cinque anni di lavoro della Commissione a favore della reindustrializzazione, insieme agli attori che più hanno contribuito ad animare il dibattito sulla politica industriale europea.   Interverranno, tra gli altri, il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e il Ministro per lo sviluppo economico Federica Guidi. L’evento si svolgerà a partire dalle ore 9.30 presso la sala Spazio Europa, Via IV Novembre 149. Gli interessati a partecipare sono pregati di confermare entro il 18 Giugno. Le iscrizioni saranno chiuse in anticipo in caso di esaurimento posti. Fonte:Commissione europea – Rappresentanza in Italia.

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Brasile 2014:”Campagna UE contro lo sfruttamento sessuale di minori”.

Il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha lanciato oggi una campagna di sensibilizzazione contro lo sfruttamentosessuale dei minori in vista dei mondiali di calcio 2014 in Brasile. Brasile 2014:”Campagna UE contro lo sfruttamento sessuale di minori”. Sostenuta da stelle del football brasiliano del calibro di Kakà e Juninho Pernambucano, la campagna Não Desvie o Olhar (in inglese Don’t look away) intende ricordare ai brasiliani e a chi si recherà in Brasile per i mondiali 2014 che lo sfruttamento sessuale è un reato. Oltre a dibattiti sul tema e seminari rivolti a dirigenti pubblici nelle città in cui si disputano i mondiali, è previsto un potenziamento del sostegno alla lotta contro lo sfruttamento sessuale e verrà colta l’occasione per far conoscere alle vittime i propri diritti e promuovere il servizio Call 100, un numero verde che permette di segnalare i casi di sfruttamento sessuale. Il Commissario per lo Sviluppo Andris Piebalgs ha aggiunto: “Il Brasile è riuscito in un decennio a far uscire dalla povertà qualcosa come 40 milioni di persone: un percorso di sviluppo che ha dell’incredibile. Oggi però alcuni settori della società non hanno ancora accesso a diritti umani per noi scontati. Per questo l’Unione europea ha lanciato una serie di importanti progetti nelle 12 città dei mondiali a sostegno dei diritti dei minori nelle favelas di Rio, dell’emancipazione delle comunità indigene di Cuiaba e dei lavoratori di São Paulo più indigenti”. Não Desvie o Olhar è una campagna internazionale organizzata dalla delegazione UE in Brasile e che coinvolge oltre 15 paesi nel quadro della rete ECPAT contro la prostituzione, la pornografia e la tratta di minori. I sindaci della 12 città dei mondiali hanno sottoscritto l’iniziativa per tutelare meglio bambini e adolescenti in vista dei mondiali di calcio 2014 e di altri grandi eventi, come le Olimpiadi del 2016, che si terranno anche in Brasile. Contesto I diritti umani sono tra i principali ambiti d’intervento dell’Unione europea in Brasile, dove l’UE conduce una serie di importanti progetti nelle 12 città dei mondiali. Tra questi: -Un progetto contro la violenza femminile nello Stato di Paraíba (a sud di Natal) che promuove la partecipazione delle donne al processo decisionale e informa su temi quali parità di genere, violenza, razzismo e partecipazione politica. Vi partecipano agricoltrici e gruppi di indigene della zona di raccolta dei rifiuti riciclati; -Un nuovo programma a tutela dei diritti di bambini e adolescenti di Salvador che affronta problemi di violenza domestica, abuso sessuale, maltrattamento, furto e traffico di stupefacenti nella zona. L’obiettivo è erogare servizi di assistenza diurna e accoglienza residenziale a 1 120 bambini e adolescenti e sensibilizzare oltre 15 000 cittadini sulle conseguenze drammatiche dello sfruttamento e delle violenze sessuali sulle giovani vittime; -Un progetto di patrocinio legale gratuito inteso a difendere i diritti territoriali delle popolazioni indigene di Xingun, a Cuiaba e in altre aree dello stato del Mato Grosso, e delle comunità Quilombos nella valle di Ribeira a São Paulo. A fronte del disconoscimento dell’identità e dei diritti territoriali della comunità Quilombos, il progetto monitorizza le procedure giudiziarie che minacciano le popolazioni indigene nel godimento dei loro diritti territoriali, informandole sugli sviluppi (per es. le controversie sui confini già riconosciuti). Tra il 2007 e il 2013 la Commissione europea ha erogato al Brasile fondi per 61 milioni di euro nel quadro delle relazioni bilaterali (per es. commercio, diritti umani, sviluppo economico e sociale e ambiente). L’importo stanziato per le relazioni UE-Brasile per il periodo 2014-2020 ammonta a 7,5 milioni di euro (istruzione superiore nel quadro di Erasmus Mundus e un progetto di dialoghi settoriali che abbraccia diritti umani, ambiente, scienza e tecnologia). Il nuovo strumento di partenariato, i cui progetti sono in fase di elaborazione, metterà inoltre a disposizione della cooperazione con il paese nuovi fondi destinati a cambiamenti climatici, energie rinnovabili, diplomazia pubblica e promozione di scambi e investimenti. Fonte:Commissione europea – Rappresentanza in Italia.

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48 miliardi da UE e BEI per finanziare la ricerca e l’innovazione.

L’Unione europea e il Gruppo BEI uniscono le forze per mobilitare fino a 48 miliardi di euro di investimenti in ricerca e innovazione   La Commissione europea e il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno lanciato oggi una nuova generazione di strumenti finanziari e di servizi di consulenza dell’UE allo scopo di agevolare l’accesso ai finanziamenti da parte delle imprese innovative. Si prevede che nei prossimi sette anni i prodotti InnovFin (InnovFin – EU Finance for Innovators) metteranno in grado le piccole, medie e grandi imprese e i promotori di progetti per infrastrutture di ricerca di investire oltre 24 miliardi di EUR in ricerca e innovazione (R&I). Tenendo conto di questo importo si dovrebbe arrivare a mobilitare finanziamenti in R&I dell’ordine di 48 miliardi di EUR. Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la Ricerca, l’innovazione e la scienza, ha dichiarato al riguardo: “Gli strumenti finanziari costituiscono un’opportunità innovativa per investire in imprese e attività che stimolano la crescita. A livello mondiale, l’UE è indietro rispetto ai suoi concorrenti in termini d’investimenti delle imprese nell’innovazione; dobbiamo quindi incoraggiare le banche a concedere prestiti a questi progetti e aiutare le imprese a forte intensità di ricerca ad accedere ai finanziamenti. Questo ci consentirà di conseguire l’obiettivo dell’UE di investire il 3% del PIL in attività di R&S entro il 2020.” InnovFin – EU Finance for Innovators comprende tutta una gamma di prodotti su misura – dalle garanzie per intermediari che prestano denaro alle PMI ai crediti diretti alle imprese – fornendo sostegno a progetti di R&I di qualsiasi dimensione, dai più piccoli ai più grandi, sia nell’UE che nei paesi associati ad Orizzonte 2020, il nuovo programma di ricerca dell’UE per il periodo 2014-20. Innovfin si fonda sul successo del meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio, sviluppato nell’ambito del Settimo programma quadro dell’UE per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, col cui aiuto 114 progetti di R&I, del valore di oltre 30 miliardi di EUR, hanno ricevuto oltre 11 miliardi di EUR di finanziamenti. La Banca europea per gli investimenti erogherà prestiti alle medie e grandi imprese oppure garanzie alle banche che erogano tali prestiti. Il Fondo europeo per gli investimenti fornirà garanzie alle banche che prestano denaro alle piccole e medie imprese e, in una fase successiva, investirà in fondi di venture capital fornendo capitale proprio alle start up e alle imprese in rapida crescita. L’iniziativa è stata lanciata in occasione di una conferenza di due giorni organizzata dalla Presidenza greca dell’UE per esaminare come migliorare l’accesso ai finanziamenti per la ricerca e l’innovazione. Le garanzie e i prestiti di Innovfin saranno assicurati da fondi accantonati nell’ambito di Orizzonte 2020 e dal Gruppo BEI allo scopo di sostenere gli investimenti di R&I che, per loro natura, sono più rischiosi e difficili da valutare degli investimenti materiali. Tutti gli strumenti si basano sulla domanda e non su precedenti assegnazioni a settori, paesi o regioni. Nel prossimo futuro questi strumenti di debito saranno integrati da una serie di strumenti di capitale gestiti dal FEI. Agli strumenti saranno assegnati in totale circa 2,7 miliardi di EUR provenienti dal bilancio di Orizzonte 2020, pari a quasi 80 miliardi di EUR. Prodotti Innovfin InnovFin Large Projects (InnovFin per grandi progetti) intende migliorare l’accesso al capitale di rischio per i progetti di R&I avviati da: grandi imprese e midcap di medie e grandi dimensioni, università e istituti di ricerca, infrastrutture di R&I (comprese le infrastrutture che rendono possibile l’innovazione), partenariati pubblico-privato, veicoli o progetti per uso speciale (ivi compresi quelli che promuovono progetti innovativi e dimostrativi industriali su scala commerciale). Prestiti di entità compresa tra 7,5 milioni e 300 milioni di EUR saranno erogati direttamente dalla Banca europea per gli investimenti. InnovFin MidCap Growth Finance (Finanziamento InnovFin per la crescita delle midcap) offre garanzie o prestiti senior e subordinati (compreso finanziamento mezzanino e quasi equity), al fine di migliorare l’accesso ai finanziamenti soprattutto per le midcap innovative di maggiori dimensioni (fino a 3 000 dipendenti), ma anche le PMI e le piccole mid-cap. La Banca europea per gli investimenti erogherà direttamente prestiti da 7,5 milioni a 25 milioni di EUR ai beneficiari ammissibili negli Stati membri dell’UE e nei paesi associati. InnovFin MidCap Guarantee (Garanzia InnovFin per le midcap) offre garanzie o prestiti condizionati compresi tra 7,5 milioni e 25 milioni di EUR, al fine di migliorare l’accesso ai finanziamenti specialmente per le midcap innovative di maggiori dimensioni (fino a 3 000 dipendenti). Questo strumento è attivato dalla Banca europea per gli investimenti e deve essere eseguito tramite intermediari finanziari – banche e enti finanziari – negli Stati membri dell’UE e nei paesi associati. Nell’ambito dello strumento, gli intermediari finanziari saranno garantiti contro una parte delle loro perdite potenziali dalla BEI, che offrirà anche controgaranzie alle istituzioni. InnovFin SME Guarantee (Garanzia InnovFin per PMI) fornisce garanzie o controgaranzie sul finanziamento con capitale di debito compreso tra 25 000 e 7,5 milioni di EUR, al fine di migliorare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese innovative e per le midcap di piccole dimensioni (fino a 499 dipendenti). Questo strumento è attivato dal Fondo europeo per gli investimenti e deve essere applicato tramite intermediari finanziari – banche e enti finanziari – negli Stati membri dell’UE e nei paesi associati. Gli intermediari finanziari saranno garantiti dal FEI contro una parte delle perdite sostenute per il finanziamento tramite debito coperto nell’ambito dello strumento. I servizi di consulenza InnovFin Advisory sono forniti dalla BEI e hanno una dotazione fino 28 milioni di EUR sul bilancio di Orizzonte 2020; i servizi puntano a migliorare l’attrattiva finanziaria e la disponibilità a investire in grandi progetti che richiedono ingenti investimenti a lungo termine. La BEI offre consulenza anche per migliorare le condizioni di accesso al finanziamento del rischio per R&I. I servizi si rivolgono soprattutto a promotori di grandi progetti di R&I che rispondono alle sfide sociali nel quadro di Orizzonte 2020. I servizi di consulenza dovrebbero accelerare lo sviluppo di progetti di investimento con un valore degli investimenti di circa 20 miliardi di EUR. Fonte:Commissione europea – Rappresentanza in Italia.

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