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Donne e lavoro nel Mediterraneo:”L’UE lancia una nuova iniziativa per l’occupazione femminile”.

Il 24 settembre 2026 la Commissione europea ha lanciato una nuova iniziativa volta a promuovere l’occupazione femminile in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa. La “Surging Women’s Employment”, iniziativa faro del Patto per il Mediterraneo, mobiliterà 25 milioni di euro, di cui 10 milioni di euro a carico dell’UE, per contribuire alla creazione di 500.000 nuovi posti di lavoro per le donne. L’iniziativa mira a contribuire all’aumento del tasso di occupazione femminile nella regione del 5% entro il 2030. L’iniziativa è stata presentata dalla Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica durante un evento organizzato con UN Women a margine della settimana di alto livello della 81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. La Commissaria ha dichiarato:“L’emancipazione economica delle donne non riguarda solo la parità: significa valorizzare i talenti, promuovere la crescita e creare società più prospere in tutto il Mediterraneo. Attraverso il Patto per il Mediterraneo, stiamo trasformando questa ambizione in azione. L’iniziativa mira a contribuire alla creazione di 500 000 posti di lavoro per le donne e ad aumentare del 5% l’occupazione femminile entro il 2030, investendo nelle competenze, nell’imprenditorialità e nelle opportunità.” La partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Medio Oriente e Nord Africa è rimasta in media intorno al 20% per oltre due decenni. Ridurre il divario occupazionale tra donne e uomini potrebbe far aumentare il PIL della regione fino al 60%, contribuendo al contempo a rafforzare la produttività, l’innovazione e la resilienza economica. Attraverso l’iniziativa “Surging Women’s Employment”, l’UE collaborerà con UN Women e altri partner per ampliare le opportunità economiche per le donne, concentrandosi sulle competenze, sull’imprenditorialità e sulla creazione di posti di lavoro. L’iniziativa sosterrà riforme volte a favorire una crescita trainata dal settore privato, coinvolgerà le imprese nell’ampliamento dell’occupazione femminile e contribuirà a creare nuove opportunità di lavoro nei settori con un forte potenziale di sviluppo, tra cui l’assistenza alla persona, la transizione verde, la scienza e la tecnologia. Si tratta di uno dei numerosi progetti previsti dal Patto per il Mediterraneo, il piano della Commissione che pone gli investimenti nelle persone, nelle competenze e nelle opportunità economiche al centro di relazioni più solide tra l’UE e i suoi partner mediterranei. L’iniziativa si basa sui crescenti sforzi volti a rafforzare la partecipazione economica delle donne nella regione. Oltre 900 imprese hanno sottoscritto i principi sull’emancipazione delle donne, mentre UN Women e i suoi partner hanno contribuito alla riforma di 20 leggi negli Stati arabi a sostegno della partecipazione economica delle donne. La parità e l’emancipazione delle donne sono priorità trasversali del Patto per il Mediterraneo e costituiscono parte integrante dell’azione esterna dell’UE in Medio Oriente e Nord Africa. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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EUROBAROMETRO:”Cresce il sostegno degli europei all’agricoltura e alle politiche UE per agricoltori e aree rurali”.

Secondo l’ultimo sondaggio EUROBAROMETRO, il 95% degli europei considera l’agricoltura e le zone rurali importanti per il futuro dell’Europa, mentre il 93% ritiene fondamentale garantire un approvvigionamento alimentare stabile nell’UE. Una percentuale ancora più elevata di cittadini europei ritiene che la politica agricola comune (PAC) dell’UE stia conseguendo i propri obiettivi prioritari. Per quanto riguarda le abitudini di consumo, la qualità e l’origine degli alimenti sono i fattori più importanti per gli europei. Nel complesso, qualità e origine rappresentano i principali fattori che orientano le scelte dei consumatori. Su questa base, la Commissione lancerà una nuova campagna “Cibo europeo”, come annunciato dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione dello scorso anno. A questo proposito il Commissario per l’Agricoltura e l’alimentazione, Christophe Hansen, ha dichiarato:“È incoraggiante constatare un sostegno così forte da parte dei cittadini europei all’agricoltura europea e ai nostri agricoltori. Questi risultati dimostrano che condividiamo con i nostri cittadini le priorità che più contano: garantire alimenti sicuri e di alta qualità, sostenere gli agricoltori e rafforzare le zone rurali, proteggendo al contempo il nostro ambiente. La politica agricola comune è fondamentale per conseguire questi obiettivi e aiutare gli agricoltori a rispondere alle aspettative dei cittadini europei.” Si tratta del decimo sondaggio EUROBAROMETRO dedicato a “Gli europei, l’agricoltura e la PAC”. Il sondaggio offre una panoramica completa degli atteggiamenti degli europei nei confronti dell’agricoltura e della politica agricola comune. Maggiori informazioni nel comunicato stampa online. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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La Commissione europea approva una nuova Indicazione Geografica italiana:”Un nuovo riconoscimento per l’eccellenza Made in Italy”.

La Commissione europea ha approvato la registrazione dell’Olio dei Colli di Bologna dall’Italia come indicazione geografica protetta (IGP). L’Olio dei Colli di Bologna è un olio extravergine di oliva prodotto in Emilia-Romagna, nel nord Italia. L’area fa parte del sito naturale “Carsismo nelle evaporiti e grotte dell’Appennino settentrionale”, inserito nel patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2023. L’Olio dei Colli di Bologna è caratterizzato da un livello molto basso di acidità libera. È un olio equilibrato, con intensità media di fruttato, amaro e piccante. Questa nuova denominazione si aggiunge alle oltre 3.900 denominazioni protette già registrate nella banca dati eAmbrosia. Per maggiori informazioni, consultare le pagine dedicate alla politica di qualità. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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Marie Skłodowska-Curie 2026:”Oltre 21.600 candidature da ricercatori di tutto il mondo per le borse post-dottorato”.

I ricercatori di tutto il mondo mostrano un interesse senza precedenti per sviluppare la propria carriera di ricerca in Europa. Il bando 2026 per le borse di studio post-dottorato delle azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA), chiusosi ieri, ha ricevuto 21 627 candidature, a fronte di una dotazione indicativa di 399,05 milioni di euro. A questo proposito la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato:“L’Unione europea non è mai stata così attrattiva come destinazione per i talenti di tutto il mondo. I ricercatori scelgono l’Europa perché sanno che attribuiamo grande valore alla scienza e che la sosteniamo. Il numero record di candidature registrato quest’anno permetterà alle società e alle economie europee di beneficiare più che mai delle loro conoscenze, delle loro idee all’avanguardia, delle loro applicazioni e dei loro prodotti. Siamo determinati a garantire che la scienza continui a prosperare in Europa, indirizzando investimenti costanti e stabili da parte dell’UE e degli Stati membri a favore di una ricerca di livello mondiale.” Le borse di studio post-dottorato MSCA offrono ai ricercatori in possesso di un dottorato di ricerca la possibilità di realizzare un progetto di ricerca in un altro paese, acquisire nuove competenze e sviluppare reti internazionali. Possono candidarsi ricercatori di qualsiasi nazionalità. Le borse sostengono progetti di ricerca ospitati da organizzazioni sia del settore accademico sia di quello non accademico, tra cui università, centri di ricerca, imprese ed enti pubblici. Il numero di candidature registrato quest’anno supera quello di tutte le precedenti tornate di candidature, proprio mentre l’Unione europea intensifica gli sforzi per rendere l’Europa una destinazione ancora più attrattiva per i ricercatori, attraverso iniziative come Scegli l’Europa per la scienza. La Commissaria per le Startup, la ricerca e l’innovazione, Ekaterina Zaharieva, ha dichiarato:“Le MSCA sono una delle componenti fondamentali per il successo della più ampia strategia dell’UE “Scegli l’Europa”. Solo nel 2026 la Commissione ha annunciato nuovi bandi MSCA per un valore di 1,25 miliardi di € a sostegno della formazione e della ricerca. Oggi il 40% dei ricercatori sostenuti dalle MSCA proviene da paesi al di fuori dell’UE e la maggior parte di loro rimane in Europa al termine della borsa.” I risultati del bando dovrebbero essere annunciati nel febbraio 2027. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito delle azioni Marie Skłodowska-Curie. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: EC

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Capitali europee della cultura:”Dopo 40 anni di successi, la Commissione guarda al futuro”.

Il 10 settembre 2026 la Commissione europea ha rinnovato e rafforzato il quadro per le Capitali europee della cultura oltre il 2033, facendo tesoro di oltre 40 anni di esperienza per preparare la nuova generazione del programma. L’obiettivo è semplificare il processo di selezione, rafforzare la pianificazione dell’eredità a lungo termine e della sostenibilità e facilitare la presentazione di candidature congiunte da parte di gruppi di città, anche attraverso partenariati transfrontalieri. Saranno inoltre rafforzate la partecipazione dei cittadini e dei giovani e l’attenzione allo sviluppo urbano inclusivo e sostenibile. Sostenuti dal programma Europa creativa dell’UE, quattro decenni di Capitali europee della cultura hanno dimostrato i numerosi benefici che un anno sotto i riflettori può portare a una città: dalla creazione di nuovi spazi culturali e di opportunità nel settore creativo per le comunità e gli artisti al rafforzamento delle reti locali e della visibilità internazionale. Nelle Capitali valutate tra il 2013 e il 2022, i programmi hanno registrato complessivamente 38,5 milioni di presenze, mentre una Capitale europea della cultura realizza in genere tra le 1 000 e le 1 200 attività culturali durante l’anno del titolo. Nelle città selezionate, il numero di visitatori è aumentato in media del 30-40%. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay

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Sicurezza dei prodotti:”L’indagine a tappeto 2026 registra più conformità, ma restano alcune criticità”.

Il 7 settembre 2026 la Commissione UE e le autorità di vigilanza del mercato hanno presentato i risultati dell’indagine a tappeto (sweep) 2026 sulla sicurezza dei prodotti. Il controllo ha riguardato quasi 1.700 offerte online di prodotti per l’infanzia e articoli per l’attività fisica. È stato verificato, tra l’altro, se i mercati online rispettassero i principali obblighi di informazione previsti dal regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti, compreso l’obbligo di indicare una persona responsabile nell’UE e i relativi dati di contatto. I risultati, migliori rispetto all’anno precedente, mostrano che la sicurezza dei consumatori è adeguatamente tutelata, in quanto le imprese rispettano sempre più le norme dell’UE in materia di sicurezza dei prodotti. Il 91% dei mercati online è registrato al portale Safety Gate e ha designato il punto di contatto richiesto per le autorità competenti, rispetto al 53% dell’anno scorso. Il 100% ha inoltre designato un unico punto di contatto per i consumatori, rispetto al 64% dell’anno scorso. Permangono tuttavia alcune lacune. Solo il 58% delle offerte esaminate riporta contemporaneamente le informazioni sul fabbricante, sulla persona responsabile nell’UE e sull’identificazione del prodotto. A questo proposito la Vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, responsabile per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato:“I consumatori devono poter avere fiducia nel fatto che i prodotti venduti online rispettano i nostri standard di sicurezza. È semplicemente una buona pratica commerciale. L’indagine dimostra che gli operatori del mercato stanno adottando sempre più questi standard. È una buona notizia per la sicurezza dei consumatori e per l’economia, ma dobbiamo intensificare i nostri sforzi.” Il Commissario Michael McGrath, responsabile per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha dichiarato:“Norme rigorose in materia di sicurezza dei prodotti proteggono le persone, indipendentemente da dove e da come fanno acquisti. L’indagine sulla sicurezza dei prodotti di quest’anno mostra progressi concreti, ma mette anche in luce importanti lacune che devono ancora essere colmate. Le nostre norme servono a proteggere le persone e devono essere rispettate da chiunque venda prodotti sul mercato dell’UE. Insieme alle autorità nazionali, continueremo a monitorare il rispetto delle norme e ad adottare provvedimenti nei casi di inosservanza.” Tra maggio e luglio 2026, le autorità nazionali hanno esaminato quasi 1 700 offerte su 35 mercati online. A seguito di tali controlli, hanno inviato ai mercati online 560 ordini relativi a offerte non conformi. Le autorità nazionali e la Commissione continueranno a monitorare il rispetto delle norme e, ove necessario, ad adottare misure di esecuzione. I risultati contribuiranno inoltre alle discussioni che si svolgeranno nell’ambito della Settimana internazionale della sicurezza dei prodotti, in programma fino al 10 settembre. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: Pixabay

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Ricerca europea:”705 milioni di euro per sostenere la nuova generazione di ricercatori”.

Il Consiglio europeo della ricerca (CER) ha annunciato i vincitori dell’ultimo concorso per sovvenzioni di avviamento, che ha assegnato 705 milioni di euro a 421 ricercatori all’inizio della carriera in tutta Europa. Le sovvenzioni sosterranno i giovani scienziati durante una fase cruciale della loro carriera, aiutandoli a perseguire idee ambiziose e a costruire le proprie equipe di lavoro. I risultati evidenziano la crescente attrattiva dell’Europa per i talenti della ricerca di livello mondiale. 21 ricercatori di successo attualmente stabiliti al di fuori dell’Europa si trasferiranno nell’UE e nei paesi associati a Orizzonte Europa (in aumento rispetto ai 11 dell’anno scorso) per realizzare i loro progetti. A questo proposito Ekaterina Zaharieva, Commissaria europea per le Start-up, la ricerca e l’innovazione, ha dichiarato: “Congratulazioni a tutti i candidati prescelti. Sono particolarmente lieta di constatare che 21 ricercatori attualmente stabiliti negli Stati Uniti e in Canada prevedono di trasferirsi in Europa per proseguire il proprio lavoro. La loro decisione riflette il crescente interesse dell’Europa per la ricerca di frontiera ed è un segnale incoraggiante del fatto che l’iniziativa dell’UE “Scegli l’Europa” sta contribuendo ad attrarre la prossima generazione di talenti scientifici, rafforzando nel contempo la posizione dell’Europa quale destinazione privilegiata per la ricerca di eccellenza.” Il concorso di quest’anno ha raccolto un numero record di 4 807 proposte, pari a un aumento del 22% rispetto alle 3 928 dello scorso anno. A causa della forte concorrenza, solo l’8,8% delle proposte ha potuto essere finanziato. L’interesse è aumentato anche tra i ricercatori con sede al di fuori dell’Europa. In particolare, quest’anno hanno presentato domanda 169 ricercatori con sede negli Stati Uniti, rispetto ai 116 dell’invito precedente. I progetti selezionati coprono un’ampia gamma di settori di ricerca, dalle scienze della vita e dall’ingegneria alle scienze sociali e umane. I nuovi beneficiari saranno ospitati da università e centri di ricerca di 25 Stati membri dell’UE e paesi associati, in particolare Germania (89 sovvenzioni), Francia (38), Svizzera (36) e Paesi Bassi (33). Tra i vincitori figurano 84 tedeschi, 50 italiani, 30 francesi e 24 spagnoli, nonché ricercatori di altre 48 nazionalità. Le sovvenzioni dovrebbero creare più di 3 000 posti di lavoro nelle equipe di lavoro dei nuovi beneficiari. Nell’ambito dell’iniziativa “Scegliere l’Europa” – volta ad attrarre e trattenere talenti scientifici – i ricercatori che si trasferiscono in Europa possono chiedere fino a 2 milioni di euro supplementari per istituire laboratori o gruppi di ricerca in Europa. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: Pixabay

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Istruzione in Europa:”Più investimenti per rendere attrattiva la professione docente”.

Con il ritorno a scuola di alunni e insegnanti, la Commissione europea ha pubblicato una nuova relazione che offre una panoramica dei recenti sviluppi della spesa per l’istruzione in Europa, aggiornata agli ultimi dati disponibili, relativi al 2024. La relazione «Investire nell’istruzione 2026» mostra che nel 2024 i paesi dell’UE hanno destinato all’istruzione il 4,8% del prodotto interno lordo (PIL), pari al 9,7% della spesa pubblica complessiva, sebbene permangano differenze significative tra gli Stati membri. Sebbene gli investimenti nell’istruzione nell’UE si stiano stabilizzando, la loro quota sulla spesa pubblica rimane leggermente inferiore ai livelli pre-pandemia (10% nel 2019, 9,3% nel 2020 e 2021, 9,4% nel 2022 e 9,6% nel 2023). La relazione sottolinea l’importanza di investire negli insegnanti, che sono al centro dei nostri sistemi di istruzione. I dati mostrano che oltre tre insegnanti su quattro (76,5%), se avessero la possibilità di scegliere una nuova professione, sceglierebbero di continuare a insegnare. I risultati indicano che diversi fattori, tra cui la retribuzione e il riconoscimento professionale, svolgono un ruolo importante nel determinare l’attrattiva della professione docente. Gli insegnanti soddisfatti della propria retribuzione sono più propensi a scegliere nuovamente la professione docente, ma anche altri fattori, come un ambiente di lavoro favorevole, una percezione positiva della professione e le opportunità di collaborazione professionale, svolgono un ruolo importante. Al contrario, lo stress sul luogo di lavoro riduce significativamente la volontà degli insegnanti di rimanere nella professione. La Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, ha dichiarato: “Gli insegnanti sono la spina dorsale dei sistemi di istruzione europei e investire nell’istruzione significa investire in essi. Questa relazione dimostra chiaramente che attrarre e trattenere gli insegnanti non significa soltanto intervenire sugli stipendi. Significa anche garantire condizioni di lavoro adeguate, benessere, riconoscimento professionale e opportunità di crescita lungo tutto l’arco della carriera. In un momento in cui molti sistemi di istruzione devono far fronte a una carenza di insegnanti, dobbiamo fare dell’insegnamento una professione che le persone desiderino intraprendere, nella quale vogliano rimanere e in cui si sentano valorizzate. La prossima agenda dell’UE per insegnanti e formatori, nell’ambito dell’Unione delle competenze, sosterrà gli Stati membri proprio in questo senso.” La versione integrale della relazione «Investire nell’istruzione 2026» è disponibile online. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: Pixabay

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Controversie civili e commerciali transfrontaliere:”La Commissione europea apre la consultazione sulle norme UE”.

Il 1° settembre 2026 la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica aperta e un invito a presentare contributi per raccogliere pareri su una possibile revisione delle norme dell’UE in materia di competenza giurisdizionale e di riconoscimento ed esecuzione delle decisioni giudiziarie nelle controversie civili e commerciali transfrontaliere (il regolamento Bruxelles I bis). La consultazione contribuirà a valutare il funzionamento delle norme vigenti nella pratica e a individuare possibili miglioramenti per rafforzare la certezza del diritto, migliorare l’accesso alla giustizia, ridurre gli oneri amministrativi e sostenere la competitività delle imprese dell’UE che operano oltre frontiera. Le norme attuali costituiscono un pilastro della cooperazione giudiziaria in materia civile e commerciale nell’UE. Esse stabiliscono norme comuni per determinare quali siano i giudici competenti nelle controversie transfrontaliere e garantiscono che le decisioni giudiziarie possano essere riconosciute ed eseguite in tutti gli Stati membri. Ciò aiuta cittadini e imprese a risolvere in modo più efficiente le controversie con parti di altri paesi dell’UE, contribuendo al buon funzionamento del mercato unico e rendendo l’UE un luogo più attraente per investire e fare impresa. Una recente relazione della Commissione sull’applicazione del regolamento ha rilevato che le norme continuano a funzionare bene e hanno generalmente conseguito i loro obiettivi. Allo stesso tempo, la relazione ha individuato alcuni ambiti in cui miglioramenti mirati potrebbero contribuire a modernizzare il quadro normativo, semplificare le procedure e allineare meglio le norme agli sviluppi digitali e all’evoluzione delle modalità di ricorso alla giustizia. Sia la consultazione pubblica sia l’invito a presentare contributi resteranno aperti per 12 settimane, fino al 24 novembre 2026. Maggiori informazioni su come partecipare sono disponibili online. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: Pixabay  

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Il Consiglio europeo della ricerca investe 838 milioni di euro in 319 scienziati per nuove scoperte rivoluzionarie.

        Il Consiglio europeo della ricerca (CER) ha annunciato i vincitori dell’edizione 2025 delle “Advanced Grants” (sovvenzioni destinate a ricercatori esperti), assegnando 838 milioni di euro a 319 ricercatori di primo piano in tutta Europa. Questi prestigiosi finanziamenti consentono a scienziati affermati di intraprendere ricerche ad alto rischio e ad alto potenziale innovativo, con la capacità di generare scoperte rivoluzionarie. Finanziate nell’ambito di Orizzonte Europa, il programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione dotato di un bilancio di diversi miliardi di euro, le sovvenzioni sostengono progetti ambiziosi guidati dalla curiosità scientifica in numerosi settori, dalla medicina e dalle neuroscienze alla matematica e alla fisica quantistica. Le attività dei nuovi beneficiari riguarderanno un’ampia gamma di temi, tra cui la vulnerabilità alla dipendenza da sostanze, la fertilità e la salute delle donne e la balbuzie. Altri progetti si concentreranno sullo sviluppo di nuovi strumenti matematici e algoritmici per affrontare la crescente complessità delle reti su larga scala, dai sistemi di trasporto a Internet, nonché sullo studio dei magneti e dei materiali quantistici. Un comunicato stampa è disponibile online. Fonte: Commissione europea – Rappresentanza in Italia. Foto: pixabay   Nb: Ritenete che possiamo migliore le nostre attività, oppure siete soddisfatti? Cliccando sul link sottostante potrete esprimere, in modo anonimo, una valutazione sul centro Europe Direct di Gioiosa Jonica ‘CalabriaEuropa’: http://occurrence-survey.com/edic-users-satisfaction/page1.php?lang=it

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